Pane all’ hotel Corallo: si fa col lievito madre e si chiama Totò

Pane con lievito madre: i vantaggi

Prima di raccontarvi la storia di Totò, il lievito madre con cui il nostro chef crea il pane all’hotel Corallo, desideriamo offrivi una panoramica dei vantaggi, numerosissimi, che il lievito madre (o pasta madre) apporta all’organismo.

  1. la flora batterica che permette la lievitazione è varia, mentre nel lievito di birra è presente un solo batterio: il Saccharomyceis Cerevesiae. Nel lievito madre, oltre ad un bouquet più vario di batteri, ci sono anche fermenti lattici come il Loactobacillus e il Pediococcus;
  2. questi batteri così vari e numerosi rendono il pane più digeribile perché sono meno concentrati che nel lievito artificiale;
  3. la lenta lievitazione permette ai Lactobacilli di produrre acidi lattici di tipo acetico che migliorano l’assorbimento di calcio e minerali;
  4. l’apporto glicemico di un pane creato con lievito madre è circa la metà: i batteri decompongono quasi completamente il glutine e altri nutrienti, rendendoli più digeribili e abbattendo il valore glicemico;
  5. la concentrazione di batteri e la lenta lievitazione permette a chi mangia pane con lievito madre maggiore senso di sazietà.

Totò: un lievito madre di oltre 60 anni!

Un caro amico di Giuliano, il nostro chef, sempre attento alla salute in cucina, conserva un lievito madre preziosissimo: 60 anni di vita! Giuliano ne ha ricevuto in dono una parte e panifica esclusivamente con Totò.

Il nome? Beh, un caro riferimento alle origini partenopee del nostro nuovo amico in cucina.

Come sempre la scelta del lievito madre è coerente con quello che noi cerchiamo di applicare ogni giorno nella nostra cucina: senza togliere niente al gusto, proporre alimenti genuini con occhio attento alla provenienza delle materie prime è sempre nostra felice abitudine.

Ecco due creazioni di Giuliano con Totò: il pane al latte e all’amaranto.

Vi aspettiamo per gustare insieme le nostre prelibatezze, buone e sane!

 

Si ringrazia per le splendide immagini Francesca Mona.