L’ Amicizia tra i Popoli va in scena a Rimini

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Dal 19 al 25 agosto 2018 Rimini celebra l’ amicizia tra i popoli con una settimana all’insegna della condivisione, della comunanza e della reciprocità tra culture e popolazioni diverse.

Già qualche settimana fa vi avevamo accennato a grandi linee quello che sarà uno degli eventi più attesi nella nostra città: il Meeting 2018

Al Rimini Fiera andrà in scena l’edizione 2018 del “Meeting per l’ Amicizia tra i Popoli”, un festa che quest’anno più che mai avrà come filo conduttore valori al giorno d’oggi sempre più bistrattati, come la tolleranza e l’accoglienza, celebrando parole come incontro, scambio e felicità.
Proprio come si legge sul sito della manifestazione, “le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”: felicità che non può non passare attraverso la capacità di muoversi tutti nella stessa direzione, utilizzando l’espressione artistica come mezzo universale per un riavvicinamento tra i popoli sul piano storico, culturale e soprattutto umano.

Il ricco programma prevede incontri su tematiche di strettissima attualità, con interventi autorevoli e importanti momenti di confronto con il pubblico, ma anche manifestazioni artistiche che possano mettere in comunicazione i popoli utilizzando un piano più simbolico e irrazionale.
A tale scopo la settimana riminese dell’ amicizia tra i popoli ha previsto numerosi eventi musicali, mostre, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali.

Segnaliamo “L’ultimo lenzuolo bianco”, in scena il 20 agosto al Teatro Novelli, spettacolo teatrale tratto dall’omonimo romanzo di Farhad Bitani che narra, attraverso la voce di una mamma coraggiosa, la storia di un giovane ragazzo afghano e del suo viaggio per raggiungere l’Italia, ma anche per intraprendere, metaforicamente, una affascinante ricerca della verità, di sé stessi e di Dio.

Il 21 agosto presso l’Open Arena andrà in scena invece lo spettacolo musicale “Yo canto la diferencia”, concerto che ripercorre i passi della tradizione musicale dell’America Latina dagli anni ’60 in poi, privilegiando quei testi che, sempre in bilico tra denuncia e speranza, hanno saputo meglio resistere al mutare dei tempi, tanto da riuscire ancora oggi, a distanza di mezzo secolo, a toccare con facilità il cuore e la sensibilità degli uomini.

Tra le esposizioni più interessanti segnaliamo “Arabi e Europa: Interazioni”, incentrata sul ruolo avuto dall’antica biblioteca di Alessandria d’Egitto nello sviluppo di un patrimonio artistico condiviso da tutta l’Umanità, e “Vogliamo tutto: 1968-2018”, mostra che ripercorre il Sessantotto all’interno dei profondi cambiamenti che hanno modificato l’Italia e la società occidentale negli anni Sessanta, dall’affermazione del consumismo alla contestazione studentesca di fine decennio: entrambe in scena fino al 25 agosto.