Il “risveglio” di Federico Mecozzi

Il “risveglio” di Federico Mecozzi

Tra classico, pop e influenze barocche: Il “risveglio” di Federico Mecozzi

Sarà presentato in prima assoluta al Teatro Galli sabato 26 gennaio 2019 Awakening, l’album d’esordio di Federico Mecozzi, violinista e polistrumentista verucchiese che da quasi 10 anni accompagna Ludovico Einaudi nei live in tutto il mondo, dando un personale e originale contributo ai lavori del suo Mentore.

Anticipato dal singolo Birthday (in radio dal 16 novembre), Awakeningcontiene 11 tracce e vanta diverse importanti collaborazioni, frutto della solida esperienza internazionale maturata da Mecozzi, a dispetto della giovane età.
Eppure, nonostante le influenze internazionali e i sound provenienti da più stili, l’artista ha mantenuto intatto il legame con la sua terra, la Romagna, come dimostra anche il videoclip che accompagna il primo singolo dell’album, firmato Daniele Quadrelli, e interamente girato tra Rimini, Pennabilli e Mondaino.

Il titolo fortemente evocativo, Awakening, che si traduce in “Risvegli”, ci rimanda all’idea che Federico, prima di pubblicare il suo primo lavoro, abbia vissuto un fondamentale percorso di crescita e di progressiva consapevolezza della sua maturità professionale e personale, a conferma che questo fosse davvero il momento giusto per “fare il salto”.

Ce lo racconta lui stesso:

“Con questo album mi metto al centro. Non c’è un momento preciso in cui ho iniziato a pensare a un mio disco anche se da diverso tempo sentivo l’esigenza di occuparmi di un album totalmente mio.
In questi anni ho incontrato grandi professionisti.
Collaborazioni bellissime che poi si sono ‘incontrate’ in Awakening: il percussionista Riccardo Laganàper esempio, ma anche il violoncellista Redi Hasa, due musicisti che lavorano con Ludovico Einaudi. Poi Massimo Marches, Tommy Graziani, Anselmo Pelliccionie Cristian Bonato. Cristian è la mia metà artistica, abbiamo prodotto il disco assieme lavorando giorno e notte nella sua sala di registrazione, “Numeri Recording Studio”.

Negli ultimi tre anni ho iniziato a scrivere qualche brano, ma senza pretese: i tempi, visto il lavoro che faccio, sono abbastanza dilatati. Alla fine è uscito un disco strumentale. Quasi tutto strumentale: in un brano c’è la voce di Giuseppe Righini, utilizzata però come strumento.
Lo stesso violino, nei pezzi, viene utilizzato come una voce. La durata dei pezzi è più o meno quella delle canzoni cantate, dai tre minuti e mezzo a sei. Si sente la mia base classica, barocca, con gli archi, ma anche le influenze etniche del Nord Europa e del Medio Oriente”.

Lo stile di Awakeningè difficilmente etichettabile, dunque, proprio perché intriso di esperienze vissute in giro per il mondo e di ispirazioni “rubate” ai grandi musicisti incrociati per la via. Tendenzialmente potrebbe riassumersi come un mix tra classico e popin cui comunque il violino è il protagonista incontrastato della scena, validamente supportato da viole, archi e pianoforte.

Non ci resta che ascoltare la presentazione il prossimo 26 gennaionella suggestiva cornice del Teatro Galli di Rimini.