A Natale va in scena Falstaff e il suo servo

Falstaff al Teatro Galli di Rimini in prevendita all'Hotel Corallo

Atmosfere shakespeariane al Teatro Galli: a Natale arriva Falstaff e il suo servo

Scritto da Nicola Fano e Antonio Calenda, e diretto da quest’ultimo, Falstaff e il suo servo è l’imperdibile spettacolo in programma al Teatro Galli di Rimini il 20, 21 e 22 dicembre 2019.

Lo spettacolo è tratto da un’opera di William Shakespeare e viene interpretato dalla coppia Franco Branciaroli – Massimo De Francovich.

Si ispira alla figura più tragicomica tra i personaggi del drammaturgo inglese: Falstaff, il cavaliere edonista e presuntuoso che appare nell’Enrico IV e nell’Enrico V , e già protagonista de Le allegre comari di Windsor.

La rappresentazione in scena al Galli cavalca le atmosfere shakespeariane mantenendosi sempre in perfetto equilibrio tra tragedia e commedia.

Perno della narrazione è il confronto/scontro tra due figure antitetiche: l’esuberante e gaudente Falstaff e l’austero e riflessivo Servo.

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falstaff e il suo servo al teatro galli di rimini

Man mano che Falstaff rievoca i passaggi fondamentali della propria esistenza, il personaggio del Servo diventa sempre più una figura paritaria, per nulla subordinata, quasi fosse una sorta di alter-ego, di “specchio” in cui Falstaff può vedere riflesso il bilancio della sua esistenza.

Su un palco volutamente vuoto e spettrale, il protagonista si mostra inizialmente per come lo conosciamo.

E’ smodato ed eccessivo in tutto, anche nell’abbigliamento, gran bevitore, affamato di piacere, cibo, vita.

Ma col passare dei minuti, anche grazie al confronto con il suo servitore (sempre misurato, lucido, asciutto), Falstaff inizia a vacillare e i racconti delle sue mirabolanti avventure finiscono per apparire ai suoi occhi (e agli occhi del pubblico) come una tragicomica sfilza di tutte le beffe subite in vita.

In definitiva, quello interpretato da Franco Branciaroli è unFalstaff più crepuscolare che mattatore, più amareggiato che superbo. Vediamo in lui quella sottile vena di malinconia di chi è consapevole di trovarsi sul bordo del precipizio, ossia al termine della propria parabola esistenziale.

Mentre racconta, Falstaff attinge ai testi che lo hanno visto protagonista durante la sua “vita letteraria”, Enrico IV, Enrico V e Le allegre comari di Windsor.

Mescola nei discorsi citazioni di altre pagine shakespeariane, da La Bisbetica domata ad alcuni passaggi del libretto del Falstaff di Giuseppe Verdi.

Tra i momenti più significativi troviamo la struggente interpretazione di “Quando ero paggio del duca di Norfolk”, il racconto della rottura con Re Enrico e l’abbandono in solitudine, lontano dalla guerra di Agincourt, dove tutti tranne lui conquisteranno gloria eterna.

Completano il cast quattro giovani attori che si calano perfettamente nel ruolo dei compagni d’avventura che seguono Falstaff in questo lungo flashback: Valentina Violo (Madame Page e Prostituta), Valentina D’Andrea (Madame Ford e Ostessa), Alessio Esposito (Page e Bardolfo) e Matteo Baronchelli (Ford e Francis).

Le emozioni si mescolano alle risate in uno spettacolo che gioca sul sottile equilibrio tra la vitalità del personaggio e la malinconia della situazione.

Falstaff e il Servo in fondo rappresentano la costruzione simbolica dell’eterno e insolubile dilemma tra vitalità e malinconia, comicità e drammaticità, Caos e Ragione.