Talamello, antico borgo della Valmarecchia

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Tra sapori e opere d’arte: Talamello, antico borgo della Valmarecchia

Delimitata dallo scorrere dell’omonimo fiume, la Valmarecchia sorge a due passi dal Monte Fumaiolo (dove ha origine il fiume Tevere) e si distende poi verso il mare adriatico.
Prima di giungere a Rimini, attraversa il Montefeltro romagnolo e stringe in un armonioso abbraccio, uno dopo l’altro, borghi bellissimi e ricchi di storia come Sant’Agata Feltria, Maiolo, Novafeltria, San Marino, Santarcangelo di Romagna e Talamello.
Quest’ultimo, posto alle pendici del monte Pincio, presenta più di un motivo di interesse artistico e culturale.
Iniziamo dalla sua ricca e affascinante storia.
Possedimento della chiesa feretrana fino al 1296, la città di Talamello entrò sotto il controllo della famiglia Della Faggiola per volere del pontefice che la infeudò a Uguccione, per poi tornare più volte nelle mani della Chiesa e della casata dei Malatesta.
Sotto il dominio di quest’ultimi, nel 1490, iniziò nei mulini di Talamello la produzione di povere da sparo, attività che si concluse solo nella seconda metà del XX secolo.
A testimonianza di una tradizione antica ben 500 anni, sono rimasti due depositi di forma ottagonale risalenti ai secoli XIX e XX, ancora oggi meta di tanti turisti e curiosi.
La polvere da sparo non è certamente la sola particolarità di Talamello.
E’ conosciuta e apprezzata soprattutto per le opere artistiche che custodisce, a cominciare dalle più antiche, come la cella del piccolo cimitero del paese, interamente affrescata da Antonio Alberti da Ferrara nel 1437 su richiesta del vescovo Giovanni Seclani, fino alle più moderne, come il Museo-pinacoteca “Lo splendore del reale”, inaugurato nel 2002.
Questo racchiude più di 40 tele del pittore di origini talamellesi Fernando Gualtieri.
Tra le altre perle da scoprire passeggiando nel centro storico di Talamello, una menzione speciale la merita la Chiesa di San Lorenzo.
Qui è conservato un Crocifisso da molti attribuito a Giotto, portato probabilmente nel 1374 dai monaci del monastero agostiniano di Poggiolo, nonchè una statua lignea policroma raffigurante la Madonna con il Bambino, ma anche attrazioni paesaggistiche come il “Giardino Roccioso”, splendido parco realizzato per il recupero di un’area di cave, e la famosa camminata del Monte Pincio, dove, tra funghi e castagne, si può ammirare tutta la Valmarecchia.
Infine, non si può non accennare alle tradizioni culinarie e alle iniziative di valorizzazione dei prodotti tipici di Talamello: nel mese di ottobre la Fiera delle Castagne si estende a tutta la Valmarecchia, mentre a novembre Talamello diventa la capitale del Formaggio di fossa (la fossatura del formaggio ha inizio già nel mese di agosto), con una fiera interamente dedicata alla caciotta, tipica di questa zona, che viene fatta riposare e maturare in fosse ottenute nel banco di roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso.