Monte Brusca: alla scoperta del vulcano più piccolo del mondo

vulcano monte brusca

Buongiorno e bentornati sul blog dell’Hotel Corallo Rimini

Oggi vi facciamo compagnia raccontandovi e mostrandovi il vulcano più piccolo del mondo.

Ne avete mai sentito parlare?

Questo vulcano si trova proprio in Italia, precisamente in Emilia Romagna, sulle colline romagnole tra la val Tramazzo e la val Montone (Forlì).

La sua particolarità sta nell’avere una fontana ardente che brucia ininterrottamente dal sedicesimo secolo.
La “fontana ardente” è di metano, ed è una fuoriuscita spontanea che proviene dal terreno.
E’ molto diffuso come fenomeno e si verifica in due parti del pianeta totalmente opposte e distanti: in Romagna e in Medio Oriente.

Non lontano da casa possiamo goderci questo spettacolo naturale, che prende il nome di vulcano del Monte Busca.

Il Monte Busca raggiunge un’altitudine di 740 metri sul livello del mare e dista circa 15 minuti da Tredozio, circa un’ora invece da Cesena o da Forlì.

Per essere precisi, siamo nella località Inferno.

Arrivati nei pressi del vulcano, non ci sono cartellonistiche che segnalano il luogo, vi basterà tirare fuori il cellulare e tracciare il percorso tramite Google Maps.

Vi troverete un vecchio casolare dove poter parcheggiare le vostre macchine e proseguire pochi metri a piedi.

vulcano monte brusca

Proprio in mezzo al campo si trova il vulcano del Monte Busca.

Questa fonte ardente di metano è conosciuta già dal sedicesimo secolo.

Questo fenomeno è stato raccontato sullo scritto del frate dominicano Leandro Alberti:

“buco da cui esce una fiamma a un miglio da Portico”.

 

Nel 1939 venne costruita una condotta che portava il gas fino a un edificio: fu una grande inaugurazione, in cui fu presente anche Mussolini.

Pochi anni dopo questo giacimento cadde in disuso e nei decenni successivi venne studiato più volte come poter avere una rendita da questo fenomeno naturale. La sua piccola portata però non rendeva economicamente sostenibile alcun progetto e ad oggi è possibile accedervi liberamente.

Questo giacimento venne sfruttato dalla popolazione locale anche durante la seconda guerra mondiale per segnalare la propria presenza, cucinare e fornire le risorse necessarie per lavorare e costruire attrezzi.

Questa è una delle tante particolarità che caratterizzano il nostro entroterra e non solo.

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