Raffaello a Rimini: la Madonna Diotallevi

madonna diotallevi

Oggi, 6 aprile 2020, ricorrono ben cinquecento anni dalla morte del grande artista urbinate Raffaello. Cosa centra il “divin pittore” con Rimini? Bhe, un collegamento ci sarebbe ed è bellissimo raccontarlo, anche se, viste le circostanze che stiamo vivendo, per adesso non si può viverne appieno la bellezza. Parliamo del dipinto chiamato Madonna Diotallevi di Raffaello, che avrebbe dovuto raggiungere il suo luogo d’origine, Rimini, per commemorare i 500 anni dalla morte del pittore.

Ad ottobre 2019 era infatti stato annunciato che il dipinto avrebbe lasciato la sua sede presso i musei statali di Berlino per raggiungere il museo della Città, qui a Rimini, e essere il gioiello di una mostra che metteva in risalto il Rinascimento artistico riminese.

La Madonna Diotallevi si chiama così perché faceva parte della collezione di arte privata del riminese Audiface Diotallevi, e sembra che sia stata venduta ad un collezionista tedesco, Gustav Friedrich Waagen, intorno al 1841. Audiface Diotallevi fu il penultimo gonfaloniere di Rimini (1857-1859) mentre governava nella nostra città lo stato Pontificio. Non fece una grande figura come economo, anzi, c’è chi l’ha definito un incapace: lo storico riminese Luigi Tonini. Il gonfaloniere tuttavia aveva una buonissima e proficua propensione all’arte, non solo quella pittorica. Si dice che abbia voluto fortemente il teatro comunale, e che abbia pagato ben 784 scudi per realizzare un sipario sontuoso ed elegante. Colleziona durante la sua vita dipinti antichi di grande valore e  alcuni sono tutt’ora esposti nel museo della Città, come il polittico con l’incoronazione della Vergine di Giuliano di Rimini.

Madonna Diotallevi: un Raffaello ancora più prezioso perché giovane

All’inizio la Madonna fu attribuita al Perugino. Adolfo Venturi invece affida la realizzazione della Madonna ad un maestro generico del territorio. Ora tutti gli studiosi concordano nell’attribuzione del dipinto a Raffaello Sanzio. In primis lo storico dell’arte Longhi, studiandone le linee, la composizione e lo stile, ha ipotizzato che fosse realizzata da Raffaello. Lo data intorno al 1502 – 1504,  ovvero precedente a quella del Bambino e di San Giovannino. Il disegno è infatti in uno stadio più immaturo, e racconta di un Raffaello giovane che sarebbe poi stato considerato il più grande pittore di tutti i tempi.

 

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