Miacetto: il dolce tipico e amato di Cattolica

miacetto di cattolica

Cari amici, bentornati tra i sapori e i profumi della nostra Romagna. Oggi vi parliamo del Miacetto, un dolce tipico di una zona molto circoscritta.

Si tratta di un dolce molto particolare, tipico esclusivamente della zona di Cattolica, e per questo soprannominato “il dolce del mare”.

Un suo “parente” della Romagna del nord è il Bustrengo, di cui abbiamo già parlato. Tuttavia il Miacetto cattolichino ha caratteristiche specifiche che lo rendono un dolce unico nel suo genere.

La storia del Miacetto di Cattolica

Cattolica vanta la presenza, nella cittadina, di una illustre storica locale: Lucia de Nicolò. Attraverso i sui studi, ha ipotizzato che il nome del Miacetto derivi dal termine dialettale mnàcia, ovvero mosto. Il Miacetto infatti non presenta in alcuna versione ingredienti di origine animale, risultando un dolce vegano a tutti gli effetti, se non fosse per l’utilizzo del miele.

Tra i suoi ingredienti, inoltre, non compare neanche alcun agente lievitante. Gli ingredienti vengono mischiati e semplicemente amalgamati con acqua calda. Un momento “clou” della preparazione però, che prelude ad una buona riuscita della ricetta, è l’amalgamare gli ingredienti almeno dodici ore prima della cottura.

Il Miacetto è un dolce tradizionale, ma non si può definire un dolce povero: sono protagonisti del suo gusto davvero singolare i pinoli, la frutta secca l’uvetta, il miele.

Si tratta di una preparazione molto antica, che veniva cucinata nelle taverne per deliziare i passanti che attraversavano Cattolica, da sempre luogo di passaggio di viaggiatori e pellegrini. Inizialmente, veniva offerto solo come dolce della vigilia di Natale, visto che si poteva consumare grazie all’assenza di ingredienti di origine animale come uova, burro etc…

Nel tempo ogni famiglia ha cominciato a consumarlo anche in altri periodi dell’anno, personalizzato la ricetta. Ciò ha dando origine a svariate varianti, tanto da rendere difficile distinguere la versione originale.

La ricetta del Miacetto

La ricetta più attendibile del Miacetto è quella ufficiale della più antica pasticceria di Cattolica: Staccoli Café. Durante gli anni 60′ la famiglia Staccoli metteva a disposizione i propri forni alle famiglie per cuocere il proprio Miacetto, per questo si tratta di un dolce tanto caro ai titolari della pasticceria.

Ingredienti:

  • 250 g di rumgiòl (semolino molto fine);
  • 100 g di farina;
  • 150 g mandorle (tritate grossolanamente);
  • 150 g noci (tritate grossolanamente);
  • 200 g uva, 100 g pinoli (50 g vanno messi a parte per decorare);
  • 2 scorze di limoni (tritate finemente);
  • 2 scorze di arance (tritate finemente);
  • 50 g olio d’oliva;
  • 50 g olio d’arachidi;
  • 300 g miele;
  • 100 g zucchero;
  • un pizzico di cannella;
  •  un pizzico di sale.

Aggiungere acqua tiepida quanto basta ad avere un impasto morbido e lasciare riposare per 12 ore circa. Versare l’impasto in due padelle medie ricoperte con carta da forno. Cuocere in forno a temperatura media per 45 minuti. Il miacetto, non essendo un dolce con lievito, può essere controllato durante la cottura. Il dolce risulta cotto quando è “rosolato” uniformemente su ambo i lati. A cottura completata, decorare con i pinoli.

Crediti foto in evidenza: Elena Pivetta