Guido Cagnacci, la Pala dei Carmelitani e la sua fuga d’amore

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Cari amici, si avvicina San Valentino e oggi vogliamo parlarvi di un’opera d’arte che Rimini vanta con orgoglio e di una fuga d’amore molto romantica e ricca di pathos.

Parliamo della pala dei Carmelitani, di Guido Cagnacci, che è possibile ammirare nella chiesa di San Giovanni Battista, a pochi metri del maestoso arco d’Augusto.

La pala, datata intorno al 1630, ritrae tre santi legati appunto all’ordine menzionato: Andrea Corsini, Teresa d’Avila, Maria Maddalena de’ Pazzi.

Guido Cagnacci è un pittore dai natali santarcangiolesi, formatosi a Roma presso il Guercino e tanto amato durante il periodo della Controriforma. Ha saputo sintetizzare nelle sue opere il realismo caravaggesco, la “macchia” luminosa del Guercino e la delicatezza dei tratti di Guido Reni.

Dunque, tornando alla nostra splendida Rimini, chi conosceva questa meravigliosa pala?

La pala dei Carmelitani di Guido Cagnacci

Chi viene a Rimini deve assolutamente entrare in questa chiesta e ammirare la bellezza dell’opera.

Essa raffigura Sant’Andrea Corsini, appartenente all’ordine carmelitano e Vescovo di Fiesole, mentre ha una visione di Maria  con il Bambin Gesù; in basso, sulla destra, Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, sempre carmelitana, tiene in mano il proprio cuore. Il realismo caravaggesco, e l’indagine sulla pittura della realtà è qui resa dalla meticolosità anatomica con cui il cuore viene dipinto.  Sulla sinistra è ritratta Santa Teresa d’Avila, che vive un’estasi molto sensuale, un misto di dolore e piacere, che trova il suo alter ego in scultura nella meravigliosa Estasi di Santa Teresa di Bernini, nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma.

Guido Cagnacci pala dei carmelitani

La Pala dei Carmelitani a Rimini, presso la Chiesa di San Giovanni Battista vicino all’arco di Augusto.

Cosa c’entra San Valentino con la pala dei Carmelitani di Guido Cagnacci?

Il grande storico dell’arte Pier Giorgio Pasini, racconta che secondo alcune fonti Guido Cagnacci e la contessa riminese Teodora Stivivi si sposarono in gran segreto il 20 ottobre del 1628. La notte dopo, decidono di scappare, e la contessa si veste con abiti maschili per non farsi riconoscere. Le autorità vengono allertate di questa fuga a causa di un prete che rivela le preoccupazioni del padre di Cagnacci.

Teodora viene così obbligata a chiudersi in convento, e il pittore riminese si rifugia in questa chiesa, vista la protezione e al devozione che l’ordine dei carmelitani gli riservano.

Una storia d’amore che ebbe anche ulteriori risvolti gli anni successivi, sfidando convenevoli, autorità e battaglie legali.

Rimini è ricca di luoghi magici, ricca di storia, arte e passione!