Pasqua 2016: menù ispirato a Pellegrino Artusi

A Pasqua 2016 un’esperienza gastronomica con menù che sa di tradizione

Chi non conosce il trattato di cucina “La scienza in cucina, l’arte di mangiare bene” di Pellegrino Artusi?

E’ considerato il libro di ricette che ha permesso alla lingua e alla tradizione italiana (culinaria e non) di fondersi e diventare qualcosa di unico. E’ infatti il primo ricettario pubblicato dopo l’unità d’Italia (1891), che ottenne successo strepitoso: nel 1968 un’indagine editoriale stimò che fossero ben 1.286.000 le copie vendute, contando solo le case editrici di leva maggiore.

Piero Camporesi, studioso di filologia del forlivese, ha affermato intorno agli anni 70 l’importanza storico-linguistica del trattato:

Il «La Scienza in cucina ha fatto per l’unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare i Promessi sposi». I «gustemi» artusiani, sostiene Camporesi, «sono riusciti a creare un codice di identificazione nazionale là dove fallirono gli stilemi e i fonemi manzoniani”.

In effetti leggendolo si ha proprio il senso della cura e del metodo di una cucina italiana nascente che ancora non era stata classificata in nessun luogo.

Il nostro chef per Pasqua 2016 crea un menù ispirato a Pellegrino Artusi

L’ esperienza gastronomica all’hotel Corallo, per Pasqua 2016, quest’anno si arricchisce. Oltre alla versione, completamente identica, senza glutine,  il nostro chef Giuliano Auletta porta in tavola un pezzo di storia.

 

“Mi sono ispirato all’Artusi perché all’interno del suo libro di ricette ci sono significati importanti legati al cibo: ad esempio la faraona, che noi proponiamo, si serviva solo agli ospiti importanti. Anche il piccione era destinato alla festa.

Una curiosità che mi ha particolarmente fatto sorridere? La tagliatella romagnola per Artusi era rivelatrice: più era lunga più la massaia, l’azdòra, era brava. Ecco perché in Emilia Romagna la tagliatella per eccellenza era lunga, lunghissima!”.

Cosa dire ancora? 😉 Vi aspettiamo per un’esperienza che non è solo cibo: ma cultura, bontà, tradizione!